Una tortina soffice color arancione, il profumo di mandorla e limone, e all’improvviso siamo di nuovo bambini con la merenda nello zaino: le Camille ci fanno tornare piccoli. Dopo aver visto la ricetta al Varoma sui social, ecco che possiamo provare una veste più leggera e genuina, e per di più cotte al vapore con il Bimby invece che nel forno.
Camille light al Varoma con carote e mandorle
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per le camille light al Varoma con carote e mandorle
- 600 g acqua per la cottura
- 60 g mandorle
- 60 g latte
- 60 g carote a pezzi
- 40 g riso
- 40 g miele oppure datteri
- 40 g olio di semi oppure olio di cocco
- 1 uovo
- Mezzo cucchiaino di bicarbonato
- Scorza di limone q.b.
- Succo di limone q.b.
Istruzioni:
Come preparare le camille light al Varoma con carote e mandorle
- Mettere nel boccale il riso e le mandorle. Polverizzare per 20 secondi a velocità 10, fino a ottenere una farina fine.
- Incorporare il miele, oppure i datteri se si preferisce questa alternativa, e mescolare per 10 secondi a velocità 6.
- Unire l’uovo, il latte e l’olio di semi o di cocco. Amalgamare per 20 secondi a velocità 4.
- Aggiungere le carote a pezzi e la scorza di limone. Tritare per 10 secondi a velocità 6.
- Unire il bicarbonato e poco succo di limone. Mescolare per 10 secondi a velocità 4.
- Distribuire l’impasto negli stampini adatti al Varoma, riempiendoli senza arrivare completamente al bordo.
Come cuocerle
- Versare nel boccale 600 g di acqua. Sistemare gli stampini nel Varoma, chiudere con il coperchio e cuocere per 40 minuti, temperatura Varoma, velocità 2.
- Lasciare raffreddare le camille prima di sformarle, perché da calde sono più delicate.

La merendina che ha convinto i bambini a mangiare le carote
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Dietro il nome Camille si nasconde un’operazione tanto semplice quanto geniale: mettere una verdura dentro un dolce e farla piacere anche ai palati più difficili. Queste tortine alla carota, che hanno riempito le merende di intere generazioni, sono riuscite proprio nell’impresa che manda in crisi mezzo mondo dei genitori, cioè far mangiare le verdure ai bambini, presentandole in una forma che nessun piccolo avrebbe mai rifiutato. Un dolcetto morbido e profumato, entrato di diritto nell’immaginario collettivo delle merende che hanno segnato un’epoca.
La carota, in un dolce, non è affatto una scelta strana come potrebbe sembrare a prima vista. Ma soprattutto porta con sé una qualità preziosa in pasticceria: essendo ricca d’acqua, mantiene l’impasto umido e tenero a lungo, senza bisogno di ricorrere a grandi quantità di grassi. Abbinata alla mandorla, l’altro ingrediente cardine di queste tortine, dà vita a quella consistenza fondente e a quel profumo avvolgente che le hanno rese celebri e riconoscibili tra mille.
La versione fatta in casa parte proprio da questa eredità e cerca di alzare l’asticella sul fronte della genuinità, per venire incontro a chi oggi presta molta più attenzione a ciò che porta in tavola. I due protagonisti di sempre, carota e mandorla, restano intoccabili, ma cambia tutto il contorno di ingredienti: al posto della farina raffinata scegliamo quelle di mandorle e di riso, più naturali e per giunta senza glutine; al posto dello zucchero bianco puntiamo sul miele o sui datteri, che dolcificano in modo più genuino; e aggiungiamo una spruzzata di limone a ravvivare il tutto.
Cuocendo le tortine al vapore con la funzione Varoma, otteniamo dolcetti umidissimi e sofficissimi senza nemmeno accendere il forno, grazie a un calore gentile che avvolge l’impasto senza il rischio di seccarlo o di dorarlo troppo. È un metodo delicato, perfetto per preservare quella morbidezza che è il tratto distintivo di queste tortine.

