Un contorno semplice, genuino e dal sapore di una volta: le taccole al pomodoro sono un piatto della tradizione contadina che meritano di tornare più spesso sulle nostre tavole. Questi teneri baccelli vengono stufati lentamente in un sugo di pomodoro profumato alla cipolla, fino a diventare morbidi e saporiti. Con il Bimby la preparazione è ancora più comoda, perché basta lasciare che la macchina cuocia il tutto al posto nostro. Dopo aver ritrovato la ricetta sui social, ci siamo subito lasciati tentare.
Taccole al pomodoro con il Bimby
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per le taccole al pomodoro con il Bimby
- 500 g taccole
- 350 g passata di pomodoro oppure salsa di pomodoro
- 40 g olio extravergine d’oliva
- Mezza cipolla
- 1 cucchiaino di dado vegetale preparato con il Bimby
- Sale q.b.
- Pepe nero q.b.
Istruzioni:
Come preparare le taccole al pomodoro con il Bimby
- Lavare le taccole sotto acqua corrente. Eliminare le estremità e, se presente, togliere anche il filo laterale più coriaceo. Se sono molto lunghe, tagliarle a metà.
- Pulire la cipolla e tagliarla in due pezzi.
- Mettere la cipolla nel boccale e azionare il Bimby per 3 secondi a velocità 7. Portare il trito sul fondo spatolando.
- Aggiungere l’olio extravergine d’oliva e cuocere per 4 minuti a 120°C, velocità 3.
- Unire le taccole preparate, la passata di pomodoro e il dado vegetale; infine, salare e pepare secondo il proprio gusto.
- Avviare la cottura per 25 minuti a 100°C, antiorario, velocità Soft.
- Aprire il boccale con attenzione, smuovere le taccole con la spatola e controllare il liquido di cottura.
- Continuare la cottura per altri 10 minuti a 100°C, antiorario, velocità Soft.
- A fine cottura verificare che le taccole siano tenere. Se risultano ancora troppo consistenti, proseguire per qualche minuto alla stessa temperatura e velocità.
- Trasferire in un piatto da portata e servire calde, con il loro sugo.

Le taccole, l’ortaggio dimenticato che vale la pena riscoprire
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Le taccole non sono un ortaggio che tutti conoscono o comprano abitualmente. Eppure questo legume dai mille nomi ha una lunga tradizione nella cucina povera e contadina, ed è un vero peccato che sia finito un po’ nel dimenticatoio. Ma cosa sono di preciso? Si tratta di baccelli appartenenti alla famiglia dei legumi, parenti stretti dei piselli e dei fagioli.
La loro particolarità, che le distingue dai cugini più famosi, è che si mangiano interi, baccello compreso. Per questo motivo sono conosciute anche con nomi curiosi e diversi da regione a regione: piattoni, fagioli mangiatutto, taccole appunto, o ancora “cornetti” in alcune zone.
A differenza dei fagioli, di cui si consumano solo i semi interni, delle taccole si gusta tutto il baccello, che è piatto, tenero e privo di quel filo coriaceo se colto al momento giusto. Il loro sapore è delicato e leggermente dolce, una via di mezzo tra quello del fagiolino e quello del pisello.
Pulirle è un’operazione semplice ma importante per apprezzarle al meglio. Basta lavarle bene e spuntarle, ovvero eliminare le due estremità. In alcuni casi, se il baccello presenta un filo laterale un po’ fibroso, conviene rimuoverlo tirandolo delicatamente, proprio come si fa a volte con i fagiolini più grandi.
Una volta pulite, sono pronte per essere cucinate in tantissimi modi. Sono ottime lessate e condite con un filo d’olio, saltate in padella, ma danno il meglio di sé proprio in umido, stufate in un sugo di pomodoro come in questa ricetta, dove diventano morbide e assorbono tutto il sapore del condimento.

