La carbonara è una vera e propria leggenda del Novecento che ha saputo evolversi da “esperimento bellico” a pilastro della cucina romana. Conoscete la sua storia e le sue origini? Con il Bimby, grazie a questa ricetta che abbiamo trovato su Instagram, possiamo rosolare il guanciale a temperatura Varoma, senza bruciare il grasso, e creare una carbocrema spaziale.
Carbonara con il Bimby
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per la carbonara con il Bimby
- 320 g rigatoni
- 130 g guanciale a stick
- 60 g pecorino romano grattugiato + q.b.
- 20 g olio extravergine di oliva
- 3 tuorli
- 1 uovo intero
- Sale fino q.b.
- Pepe nero q.b.
Istruzioni:
Come preparare la carbonara con il Bimby
- Versare l’olio extravergine di oliva nel boccale del Bimby, unire il guanciale a stick e avviare la cottura per 9 minuti a temperatura Varoma, antiorario, velocità 1, senza il misurino per favorire la rosolatura.
- Al termine trasferire il guanciale in un piatto e tenere da parte.
- Portare a ebollizione una pentola con acqua, salare e cuocere i rigatoni per il tempo indicato sulla confezione.
Fare la carbocrema
- Lasciare intiepidire il boccale, quindi inserire l’uovo intero, i tuorli, 40 grammi di pecorino grattugiato e un pizzico di sale.
- Lavorare il composto per 3 minuti a velocità 4, così da creare una crema liscia e omogenea. Versare la crema in una zuppiera (servirà per condire la pasta) e tenere da parte.
Condire la pasta
- Scolare i rigatoni al dente, conservando una piccola quantità dell’acqua di cottura.
- Versare subito la pasta calda nella zuppiera con la crema di uova e mescolare con una spatola.
- Unire il pecorino rimasto e amalgamare.
- Se necessario, aggiungere poca acqua di cottura per rendere la salsa cremosa.
- Completare con il guanciale rosolato, mescolare delicatamente, quindi distribuire nei piatti.
- Servire con una spolverata di pecorino romano e abbondante pepe nero macinato al momento.

La carbonara, un piatto dalla storia recente
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Dimentichiamo le storie sugli antichi carbonari: la realtà ci riporta al 1944, quando le truppe angloamericane iniziarono a unire uova, bacon e formaggio alla pasta. Il mito della nascita della carbonara è legato alla “razione K”, un composto di uova in polvere e pancetta che i soldati mescolavano agli spaghetti dopo aver assaggiato il cacio e ova abruzzese. Prima di arrivare alla formula rigorosa di oggi, la carbonara è passata per versioni che farebbero inorridire i puristi, includendo aglio, gruviera e persino la panna, comparendo per la prima volta in un ricettario a Chicago nel 1952. Solo col tempo il guanciale e il pecorino romano hanno eliminato ogni altra interferenza, stabilendo lo standard che difendiamo oggi. Pochi ingredienti, massima resa: c’è ancora chi la preferisce con l’uovo più cotto, ma chi scrive è una grande fan della carbocrema.


