Densa, gialla, profumatissima: la crema di limoncello a fine pasto non si rifiuta mai. E farla in casa è più facile di quanto sembri, serve solo un po’ di pazienza. Le scorze di limone macerano nell’alcol per due giorni, poi si uniscono a un composto di latte, zucchero e vaniglia preparato col Bimby: così, grazie a questar ricetta vista sul web e testata, abbiamo provato una crema fresca, da offrire agli ospiti.
Crema di limoncello con il Bimby
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per la crema di limoncello con il Bimby
Per la macerazione
- 300 g alcool per alimenti 95°
- Scorza di 5 limoni non trattati solo la parte gialla
Per la crema
- 650 g latte intero
- 320 g zucchero semolato
- 1 bustina di vanillina
Istruzioni:
Come preparare la crema di limoncello con il Bimby
- Lavare molto bene i limoni non trattati e asciugarli. Prelevare la scorza con un pelapatate, facendo attenzione a prendere solo la parte gialla: la parte bianca renderebbe la crema più amara.
- Mettere le scorze in un barattolo di vetro pulito e asciutto.
- Versare l’alcool, chiudere bene e lasciare macerare per 2 giorni al buio, in un luogo fresco. Agitare delicatamente il barattolo ogni tanto.
Come fare la base
- Trascorsi i 2 giorni, preparare la base al latte. Versare nel boccale il latte intero, lo zucchero semolato e la vanillina.
- Cuocere per 15 minuti a 100°C, velocità 2.
- Al termine, aspettare che la crema si raffreddi direttamente nel boccale. Non aggiungere l’alcool quando la base è troppo calda, per non alterarne il profumo.
- Filtrare l’alcool con un colino a maglie fini, eliminando le scorze di limone.
- Mettere l’alcool filtrato nel boccale con la crema ormai fredda e amalgamare per 1 minuto a velocità 4.
- Versare la crema di limoncello in una bottiglia di vetro pulita, aiutandosi con un imbuto. Chiudere e conservare in frigorifero o in congelatore.
- Lasciare riposare almeno 1 settimana prima di servirla, così il sapore diventerà più equilibrato. Agitare la bottiglia prima di versare.

Il limoncello: origini contese tra Sorrento, Capri e Amalfi
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Il limoncello ha una patria ben precisa, e non è un mistero: nasce in Campania, regione del sud Italia rinomata per la produzione di limoni di eccellente qualità, in particolare nella zona della Costiera Amalfitana, di Sorrento e di Capri. Su quale di questi tre luoghi ne abbia dato i natali si discute ancora oggi, ma che sia un figlio della costa campana non lo mette in dubbio nessuno.
Le origini precise, a dire il vero, si perdono un po’ nella leggenda. Esistono diverse versioni sulla nascita del limoncello, nessuna delle quali documentata in maniera certa. La storia più raccontata è quella caprese, legata a una donna: Maria Antonia Farace, che nei primi anni del 1900 perfezionò la ricetta di un liquore realizzato con i limoni che coltivava nel suo giardino, per poi trasmetterla al nipote, un ristoratore locale. Da lì il passo verso il successo fu breve: il marchio fu registrato nel 1988 dalla famiglia e il consumo di limoncello aumentò a dismisura.
Non tutti però collocano la sua nascita nel Novecento. C’è chi la fa risalire molto più indietro: una leggenda narra che il liquore sia stato inventato dai monaci della penisola sorrentina nel XVII secolo, che per combattere il freddo invernale preparavano un liquore a base di limone e miele. Altri raccontano invece di contadini amalfitani che, per conservare i limoni durante l’inverno, li mettevano a macerare nell’alcol. Curiosamente, il termine stesso sembra piuttosto antico, anche se probabilmente indicava una varietà di limoni di dimensioni contenute.
Al di là di chi l’abbia inventato per primo, il cuore del limoncello sono i suoi limoni. E qui la qualità conta più di ogni leggenda. Quello originale è fatto con limoni provenienti da Amalfi, dalla Penisola Sorrentina e zone limitrofe, in particolare lo “sfusato amalfitano IGP”, detto anche limone Costa d’Amalfi, e il “femminiello sorrentino”, il limone ovale di Sorrento IGP.

