Il farro in questa ricetta viene trattato come un risotto: tostato con la cipolla, cotto nel brodo, mantecato alla fine con lo stracchino che si scioglie e lo rende cremoso. Un primo piatto caldo e avvolgente, non il solito farro sgranato e condito a freddo che siamo abituati a vedere d’estate. Il farro ha un vantaggio rispetto al riso: non scuoce facilmente, quindi perdona molto di più. Anche lasciandolo qualche minuto in più nel boccale, resta sostenuto invece di trasformarsi in una poltiglia. Abbiamo subito voluto provare questa ricetta dopo averla vista sui social: golosissima.
Farro cremoso con zucchine e stracchino con il Bimby
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per il farro cremoso con zucchine e stracchino con il Bimby
- 560 g acqua
- 280 g farro perlato
- 200 g zucchine
- 80 g stracchino
- 40 g cipolla
- 30 g olio extravergine d’oliva
- 1 cucchiaio di dado vegetale Bimby
Istruzioni:
Come preparare il farro cremoso con zucchine e stracchino con il Bimby
- Lavare le zucchine, eliminare le estremità e tagliarle a cubetti piccoli. Tenere pronto anche lo stracchino, perché andrà aggiunto soltanto alla fine per mantenere la consistenza cremosa.
- Mettere la cipolla nel boccale e tritare per 5 sec a velocità 7. Raccogliere il trito verso il fondo con la spatola.
- Versare l’olio extravergine d’oliva e insaporire per 3 minuti a 120°C, velocità 1.
- Aggiungere le zucchine e cuocere per 5 minuti a 120°C, antiorario, velocità 1. In questo modo si ammorbidiranno senza perdere completamente consistenza.
- Unire l’acqua, il dado vegetale Bimby e il farro perlato.
- Cuocere a 100°C, antiorario, velocità cucchiaio, impostando il tempo riportato sulla confezione del farro.
- A fine cottura controllare la consistenza: il farro dovrà essere tenero, ma ancora leggermente sostenuto. Se fosse necessario, proseguire per qualche minuto con le stesse impostazioni.
- Aggiungere lo stracchino e mescolare con la spatola direttamente nel boccale, finché si scioglie e rende il farro più cremoso.
- Lasciare riposare 5 minuti nel boccale chiuso prima di servire. Portare in tavola caldo o tiepido.

Farrotto, orzotto e gli altri “risotti” senza riso
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Chiamarli risotti è un abuso di linguaggio, e i puristi storcono il naso, ma l’idea di applicare la tecnica del risotto a cereali diversi dal riso si è ormai affermata, e i nomi lo dicono chiaramente: farrotto, orzotto. Il metodo è lo stesso – soffritto, tostatura, brodo aggiunto, mantecatura finale – cambia solo il chicco. E cambiando il chicco, cambia parecchio.
Il farrotto è forse il più riuscito dei “risotti” alternativi. Il farro perlato, quello privato in parte della crusca esterna, cuoce in tempi simili al riso e rilascia abbastanza amido da creare cremosità, anche se meno del Carnaroli. Ha una consistenza più soda e masticabile, un sapore più deciso, e non scuoce quasi mai: un vantaggio non da poco per chi con il risotto è ancora incerto.
L’orzotto usa l’orzo perlato e ha una lunga tradizione soprattutto in Trentino e in Friuli, dove l’orzo si coltiva da secoli. Rilascia più amido del farro e diventa molto cremoso, con un sapore delicato che si presta a condimenti saporiti. Nelle malghe di montagna l’orzotto con speck e formaggio è un classico. Altri cereali funzionano meno bene; per esempio, la quinoa cuoce troppo in fretta e non rilascia amido, quindi resta sgranata invece di legarsi, e il grano saraceno tende a sfaldarsi. Il riso integrale richiede tempi lunghissimi e assorbe molto più liquido.

