Il tiramisù rifatto in formato pallina: stessi ingredienti – mascarpone, savoiardi, caffè, cacao – ma niente teglia, niente strati, niente cucchiaino. I tartufini sono davvero semplicissimi: si sbriciolano i savoiardi, si lavora il mascarpone con lo zucchero, si unisce tutto con il caffè freddo, e si ottiene un composto morbido che va lasciato riposare in frigorifero prima di essere modellato. Curiosi di provarli? Ecco la ricetta: noi l’abbiamo preparata dopo averla trovata sui social.
Tartufini tiramisù con il Bimby
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per i tartufini tiramisù con il Bimby
- 250 g mascarpone
- 100 g savoiardi
- 40 g zucchero
- 30 g caffè espresso freddo
- Cacao amaro in polvere q.b.
Istruzioni:
Come preparare i tartufini tiramisù con il Bimby
- Inserire i savoiardi nel boccale e sbriciolarli per 10 secondi a velocità 5. Trasferirli in un recipiente e tenerli da parte.
- Mettere nel boccale lo zucchero e renderlo fine per 10 secondi a velocità 10. Ora unire anche il mascarpone e lavorare per 15 secondi a velocità 4.
- Dopo averlo preparato, versare il caffè espresso freddo e i savoiardi tritati nel boccale. Amalgamare per 15 secondi a velocità 4, fino a ottenere un composto morbido ma modellabile.
- Trasferire l’impasto in un recipiente, coprire e lasciare riposare in frigorifero per 1 ora. Il freddo renderà il composto molto più semplice da lavorare.
Come formare i bon bon di tiramisù
- Preparare un vassoio (che poi andrà riposto in frigo) con la carta da forno.
- Inumidire leggermente le mani, prelevare piccole porzioni di composto e formare delle palline grandi circa come una noce.
- Disporre i tartufini sul vassoio e lasciarli rassodare in frigorifero per un’altra ora.
- Mettere il cacao amaro in un piatto fondo e passarvi i tartufini, coprendoli su tutta la superficie.
- Sistemarli nei pirottini da bon bon e conservarli in frigorifero fino al momento di servire.

Il tiramisù e le sue mille versioni
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Il tiramisù è probabilmente il dolce italiano più reinterpretato al mondo, e le versioni che circolano ormai sono decine. Alcune funzionano, altre meno, ma tutte partono dallo stesso nucleo: savoiardi, caffè, mascarpone, cacao. Il tiramisù al bicchiere è la variante più diffusa. Gli stessi strati della teglia classica, ma già porzionati, comodo per il servizio, per le dosi, e visivamente d’effetto perché gli strati si vedono attraverso il vetro. Rispetto all’originale non si perde nulla, si guadagna in praticità.
I tartufini, come questi, cambiano di più. Sparisce la stratificazione – che nel tiramisù classico è tutto: il savoiardo bagnato sotto, la crema sopra, ripetuto – e resta un composto unico dove savoiardi e mascarpone sono mescolati insieme. Si perde il gioco degli strati, si guadagna un formato che si mangia con le mani e si conserva benissimo. Quello in barattolo è la versione da asporto, popolarissima nelle pasticcerie e nei bar degli ultimi anni. Stessa logica del bicchiere, con il vantaggio del coperchio.
Il gelato al tiramisù, il semifreddo, la cheesecake al tiramisù si allontanano ancora di più: prendono i sapori e li rendono tutt’altra preparazione. Poi ci sono le varianti sugli ingredienti: senza uova crude (per ragioni igieniche), con panna montata al posto degli albumi, con biscotti diversi dai savoiardi, con il caffè decaffeinato per i bambini, con frutta al posto del caffè. I puristi storcono il naso, e in parte hanno ragione: nessuna di queste versioni è il tiramisù. Ma il fatto che un dolce si presti a essere smontato e rifatto in tanti modi diversi dice qualcosa della sua bontà.

