Le polpette sono quel piatto che quasi tutti associamo a un ricordo di famiglia, alla cucina di casa, a un pranzo senza troppe pretese ma capace di mettere d’accordo grandi e piccoli. Questa versione le alleggerisce e le rende delicatissime, grazie a due ingredienti protagonisti: il macinato di tacchino, una carne bianca magra, e la ricotta, che rende l’impasto morbido e umido. L’impasto si fa con il Bimby in pochissimi secondi: una ricetta scoperta sui social e subito testata!
Polpette di tacchino e ricotta con il Bimby
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per le polpette di tacchino e ricotta con il Bimby
- 300 g macinato di tacchino
- 100 g ricotta senza lattosio
- 1 uovo
- Pangrattato q.b.
- Olio per friggere q.b. se si cuociono in padella
- Sale q.b. facoltativo
Istruzioni:
Come preparare le polpette di tacchino e ricotta con il Bimby
- Inserire nel Bimby il macinato di tacchino, la ricotta senza lattosio e l’uovo. Aggiungere un pizzico di sale solo se si vuole rendere l’impasto più saporito.
- Mescolare per 5 secondi a velocità 4. Il composto risulterà morbido: è normale, perché contiene ricotta e non ha pane all’interno.
- Versare il pangrattato in un piatto fondo.
- Prelevare piccole porzioni di impasto con un cucchiaio e farle cadere direttamente nel pangrattato. Rotolarle delicatamente, aiutandosi con il pane grattugiato per dare forma alle polpette.
- Sistemarle su un piatto man mano che sono pronte.
Come cuocerle
- Per la cottura in forno, disporle su una teglia con carta forno e cuocerle a 180°C per circa 20 minuti, girandole a metà cottura.
- In friggitrice ad aria, cuocerle a 180°C per circa 12-15 minuti, controllando la doratura e girandoli a metà cottura.
- In padella, scaldare poco olio extravergine d’oliva e cuocerle a fuoco moderato, girandole più volte, per circa 8-10 minuti.
- Lasciarle riposare 5 minuti prima di servirle.
- Attenzione: ogni modello di friggitrice ad aria è diverso, suggeriamo sempre di monitorare la cottura, in particolare durante gli ultimi minuti.

Il tacchino: la carne bianca magra che meriterebbe più spazio
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Nelle cucine italiane il tacchino occupa un posto un po’ defilato, quasi sempre nell’ombra del più popolare pollo. Eppure questa carne bianca ha caratteristiche che la rendono preziosa, soprattutto per chi cerca piatti leggeri e ricchi di proteine.
Il tacchino è una carne particolarmente magra. Proprio per questo è spesso consigliata nelle diete ipocaloriche e nell’alimentazione sportiva, dove conta avere un buon apporto proteico senza eccedere con i grassi. Ha un sapore delicato, più neutro rispetto ad altre carni, che la rende estremamente versatile: si presta a essere insaporita in mille modi e si abbina bene a spezie, erbe aromatiche, salse e verdure, assorbendo con facilità i sapori con cui viene cucinata.
La sua natura magra, che è il suo punto di forza dal lato nutrizionale, è anche il motivo per cui in cucina richiede qualche attenzione in più. Senza grasso a proteggerla, la carne di tacchino tende infatti ad asciugarsi facilmente se cotta troppo a lungo o a temperature troppo alte, risultando stopposa. Per questo, quando si prepara il macinato, è utile abbinarlo a ingredienti che aiutino a mantenere l’impasto umido e morbido: ed è esattamente il ruolo che qui svolge la ricotta, che trattiene l’umidità e regala alle polpette quella consistenza soffice che altrimenti sarebbe difficile ottenere con la sola carne magra.
Mentre in Italia il tacchino viene consumato soprattutto come fettine, scaloppine o macinato, nel resto del mondo, e in particolare negli Stati Uniti, ha un ruolo ben diverso e molto più centrale. Oltreoceano il tacchino intero arrosto è il simbolo indiscusso di due festività fondamentali, il Giorno del Ringraziamento e il Natale. Il celebre tacchino ripieno che campeggia al centro della tavola nelle immagini del Thanksgiving è un’istituzione, un piatto attorno al quale si riuniscono intere famiglie, carico di significato e di tradizione. In quei paesi il tacchino è una presenza abituale tutto l’anno, usato anche affettato nei panini e nei sandwich, al punto da essere uno degli affettati più diffusi.

