Un arrosto di manzo senza accendere il forno e senza rosolare in padella: col Bimby si può, e con un vantaggio in più. Mentre la carne cuoce nel vassoio del Varoma, nel boccale sottostante si prepara il contorno. Prima si tritano cipolla e carote e si soffriggono nell’olio, poi si aggiungono l’acqua, i piselli surgelati e il dado. Il taglio scelto è il capello del prete: un secondo con contorno visto sui social e subito provato!
Arrosto con piselli al Varoma
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Ingredienti:
Cosa ci occorre per l’arrosto con piselli al Varoma
- 700 g capello del prete
- 400 g acqua
- 250 g piselli surgelati
- 150 g cipolla
- 2 carote grandi
- 25 g olio extravergine d’oliva
- 1 cucchiaino di dado Bimby
- Sale q.b.
- Olio extravergine d’oliva q.b. per il Varoma
Istruzioni:
Come preparare l’arrosto con piselli al Varoma
- Preparare prima la carne. Tamponare il capello del prete con carta da cucina, salarlo su tutti i lati e massaggiarlo con le mani per distribuire bene il condimento.
- Ungere leggermente il vassoio del Varoma con olio extravergine d’oliva. Appoggiare sopra il pezzo di carne e controllare che il coperchio si chiuda bene. Se il taglio è troppo alto, sistemarlo nel recipiente del Varoma invece che sul vassoio.
- Pelare le carote e tagliarle a pezzi. Pulire anche la cipolla e dividerla in spicchi.
- Versare nel boccale l’olio extravergine d’oliva, la cipolla e le carote tagliate a pezzi. Tritare per 15 secondi a velocità 5.
- Abbassare il trito dalle pareti del boccale con la spatola. Cuocere per 3 minuti a 120°C, velocità 1, così cipolla e carote iniziano a insaporire il fondo.
- Versare anche l’acqua, i piselli surgelati e il cucchiaino di dado Bimby.
- Chiudere il boccale, sistemare sopra il Varoma con la carne e cuocere per 70 minuti, temperatura Varoma, antiorario, velocità 1.
- A metà cottura aprire con attenzione il Varoma, girare il capello del prete sull’altro lato e richiudere subito, facendo attenzione al vapore.
- Quando la cottura è terminata, trasferire la carne su un tagliere e lasciarla riposare per 10 minuti prima di affettarla. Il riposo aiuta a ottenere fette più regolari.
- Controllare il fondo rimasto nel boccale: ci saranno piselli, carote, cipolla e liquido di cottura. Usarlo così, rustico, oppure schiacciare leggermente una parte dei piselli e delle carote con la spatola per renderlo più cremoso.
- Tagliare l’arrosto a fette non troppo spesse, sistemarlo in una pirofila o in un piatto da portata e coprirlo con il sughetto caldo di piselli.

Capello del prete: il taglio di manzo dal nome curioso
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Al banco della macelleria alcuni tagli hanno nomi tecnici e anonimi, altri raccontano una piccola storia, come il capello del prete, un taglio ricavato dalla spalla del bovino e deve il nome alla sua forma triangolare, che ricorda il copricapo indossato un tempo dai sacerdoti. Come molti tagli tradizionali, cambia nome da una regione all’altra, e non sempre i macellai usano le stesse definizioni, ma al Nord questo è il nome più diffuso.
La sua caratteristica principale è la ricchezza di tessuto connettivo. Una venatura gelatinosa attraversa il taglio e, con una cottura veloce, renderebbe la carne dura e fibrosa. Con una cottura lunga e dolce, invece, il collagene si scioglie lentamente e si trasforma in gelatina, rendendo la carne morbida, succosa e saporita. Per questo il capello del prete non è un taglio da bistecca o da piastra, ma da cotture pazienti: bolliti, brasati, stracotti, spezzatini e arrosti cotti a lungo.
Non a caso è uno dei protagonisti del gran bollito misto piemontese, il piatto delle grandi occasioni che prevede diversi tagli di manzo, ognuno con la sua consistenza, serviti con salse come il bagnet verde.
Curiosamente, in Emilia lo stesso nome indica anche un salume. Il cappello del prete emiliano è un insaccato della famiglia del cotechino e dello zampone, preparato con carne e cotenna di maiale e racchiuso in un involucro dalla forma triangolare. Si cuoce a lungo e si serve caldo, spesso con le lenticchie o con il purè, soprattutto nelle feste invernali. Due prodotti diversi, accomunati dalla stessa forma e dallo stesso nome.

