L’Amatriciana… non è nata all’ombra del Colosseo! Certo, oggi è il simbolo indiscusso della romanità, ma la sua carta d’identità parla chiaro e ci porta dritti tra le montagne di Rieti. Spesso facciamo confusione, ma questo piatto è un’istituzione seria, tanto che esiste un Disciplinare ufficiale del 2015 per difenderlo dalle imitazioni e, soprattutto, dalle cipolle che non c’entrano nulla. Questa di seguito è una ricetta che abbiamo visto su YouTube: buona, gustosa e si fa con il Bimby.
Amatriciana con il Bimby
Ingredienti:
Cosa ci occorre per la pasta all’amatriciana con il Bimby
- 600 g passata di pomodoro
- 360 g bucatini
- 200 g guanciale a dadini o in stick
- 100 g vino bianco
- 60 g pecorino a pezzi in alternativa usare quello grattugiato + q.b.
- 30 g olio extravergine di oliva
- 1 peperoncino piccante a piacere
- Pepe nero q.b.
- Sale q.b. 1 cucchiaino
Istruzioni:
Come preparare la pasta all’amatriciana con il Bimby
- Inserire il pecorino a pezzi nel boccale del Bimby e ridurlo in polvere lavorando per 10 secondi a velocità 10.
- Trasferire il formaggio grattugiato in un recipiente e tenere da parte.
- Poggiare il peperoncino nel boccale e sminuzzarlo per 3 secondi a velocità 7, quindi usare la spatola per riportarlo al centro.
- Versare l’olio extravergine di oliva e unire il guanciale; avviare la rosolatura per 5 minuti a 100 gradi, antiorario, velocità 1, così da renderlo dorato e profumato.
- Sfumare il tutto con il vino bianco e lasciarlo evaporare completamente per 3 minuti a 100 gradi, antiorario, velocità 1, senza misurino.
- Incorporare ora anche la passata di pomodoro: salare e pepare, quindi proseguire la cottura per 15 minuti a 100 gradi, antiorario, velocità 1, ottenendo un sugo corposo e ben legato.
Come cuocere e condire la pasta
- Mettere sul fuoco una pentola con l’acqua, aspettare il bollore, salare e cuocere i bucatini per il tempo indicato sulla confezione.
- Al termine, condire i bucatini in una terrina con il sugo pronto, poi impiattare con pecorino e una macinata di pepe nero fresco se gradito.
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Pasta all’amatriciana, il classico romano
La verità è che l’Amatriciana è figlia della Gricia, la versione “bianca” e antica nata dai pastori che avevano solo guanciale e pecorino a disposizione. Tutto parte da Amatrice – o meglio, secondo alcuni dalla frazione di Grisciano – per poi scendere a valle. Com’è arrivata a Roma? Semplice: grazie agli osti che migravano verso la Capitale in cerca di lavoro. Col tempo il termine “matriciano” è diventato sinonimo di locanda con cucina, e quel piatto di montagna si è trasformato in leggenda cittadina. Ma attenzione: fino agli anni Sessanta nei ristoranti romani andavano forte i cannelloni, altro che bucatini! Oggi però non si scherza: guanciale, pomodoro, pecorino. Ma naturalmente, ognuno la fa a modo suo: ecco perché vi abbiamo consigliato una variante interessante con il Bimby da non perdere.






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