A colazione, inzuppato nel latte, o a merenda con una tazza di tè: il plumcake al cioccolato è uno di quei dolci che mettono d’accordo tutta la famiglia. Questa versione col Bimby è davvero facilissima. Le uova si lavorano con lo zucchero, poi si aggiungono l’olio di semi e il latte, e infine la farina, il cacao amaro e il lievito. L’abbiamo vista sui social e testata davvero… al volo!
Plumcake al cioccolato con il Bimby
Attrezzatura
- 1 stampo da plumcake lungo circa 25 cm
Ingredienti:
Cosa ci occorre per il plumcake al cioccolato con il Bimby
- 180 g farina 00
- 100 ml latte
- 100 g zucchero
- 2 uova
- 100 ml olio di semi
- 30 g cacao amaro in polvere
- 10 g lievito per dolci
- Gocce di cioccolato q.b.
Istruzioni:
Come preparare il plumcake al cioccolato con il Bimby
- Preparare uno stampo da plumcake lungo circa 25 cm, rivestendolo con carta forno, e tenere a disposizione tutti gli ingredienti.
- Cominciare dalle uova e dallo zucchero, da lavorare insieme nel boccale del Bimby per 1 minuto a velocità 4, così da ottenere una base uniforme.
- Incorporare il latte e l’olio di semi, impostando nuovamente 1 minuto a velocità 4. Il composto dovrà risultare ben amalgamato prima di procedere.
- A questo punto aggiungere la farina, il cacao amaro e il lievito per dolci. Azionare il Bimby per 1 minuto a velocità 4, fino a ottenere un impasto al cioccolato liscio, senza residui di farina.
- Completare con le gocce di cioccolato, distribuendole nell’impasto attraverso una breve lavorazione di 20 secondi a velocità 2, antiorario.
- Trasferire il composto nello stampo preparato, aiutandosi con una spatola per recuperare quello rimasto sulle pareti del boccale. Livellare delicatamente la superficie.
Come cuocerlo
- Preriscaldare il forno a 175°C in modalità statica.
- Cuocere in forno statico a 175°C per circa 40-45 minuti, verificando la cottura nella parte centrale con uno stecchino. La superficie dovrà essere asciutta e il dolce ben sviluppato.
- Una volta sfornato, lasciare intiepidire il plumcake prima di estrarlo dallo stampo. Attendere che si raffreddi ulteriormente prima di ricavare le fette, per evitare che si rompano durante il taglio.
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Plumcake: perché si chiama così e il trucco per la crepa perfetta
Plum, in inglese, significa prugna, e viene spontaneo pensare che il plumcake sia nato come torta di prugne. In realtà la storia è diversa. Nell’Inghilterra del Seicento e del Settecento la parola plum indicava in generale la frutta secca, in particolare l’uvetta. Il plum cake inglese era quindi un dolce ricco di uvetta e frutta candita, parente stretto del celebre plum pudding natalizio, che di prugne non ne contiene affatto.
Uno dei segni di un plumcake ben riuscito è la crepa al centro, la spaccatura lunga e regolare sulla superficie. Si forma perché i bordi dello stampo si scaldano prima e cuociono più in fretta, mentre il centro continua a crescere e spinge verso l’alto la crosta già rappresa, aprendola.
Per ottenere una crepa ordinata, invece di una spaccatura casuale, i pasticceri usano un trucco: dopo dieci minuti di cottura, quando la superficie ha appena fatto la pellicina, si incide al centro per il lungo con un coltello bagnato nell’olio. Un’alternativa è tracciare, prima di infornare, una sottile striscia di burro morbido al centro dell’impasto.
Un altro problema frequente riguarda le gocce di cioccolato, che tendono ad affondare e a raccogliersi tutte sul fondo. Il rimedio è semplice: infarinarle leggermente prima di aggiungerle, oppure tenerle in freezer per qualche minuto. Così restano sospese nell’impasto e si distribuiscono in modo uniforme.
Da questa base possiamo, come sempre, sperimentare: con un po’ di scorza d’arancia grattugiata il plumcake si profuma di agrumi, mentre dividendo l’impasto a metà, e aggiungendo il cacao solo a una parte, si ottiene un plumcake marmorizzato. Un cucchiaio di caffè solubile lo trasforma in un dolce al gusto moka, e al posto delle gocce si possono usare nocciole tritate o cioccolato bianco.





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