Un ragù senza un grammo di carne. Le melanzane a cubetti prendono il posto del macinato, e cotte a lungo con il pomodoro e il soffritto danno un sugo corposo e saporito che veste la pasta esattamente come farebbe un ragù tradizionale. Si usa per condire la pasta, ma è ottimo anche su una bruschetta di pane tostato. E si conserva bene in frigorifero, pronto all’uso. Una ricetta scoperta sui social e preparata anche noi a casa che dimostra come le verdure, cotte con criterio, possano dare la stessa soddisfazione di un ragù di carne, con più leggerezza e il sapore inconfondibile delle melanzane.
Ragù di melanzane con il Bimby
Ingredienti:
Cosa ci occorre per il ragù di melanzane con il Bimby
- 400 g polpa di pomodoro
- 320 g pasta
- 300 g melanzane pulite
- 2 carote
- 100 g acqua
- 80 g sedano pulito
- 30 g olio extravergine d’oliva
- 20 g cipolla pulita
- 1/2 spicchio d’aglio
- 1 cucchiaino di sale fino
- Basilico q.b.
Istruzioni:
Come preparare il ragù di melanzane con il Bimby
- Pulire le verdure. Tagliare a pezzi la cipolla, l’aglio privato dell’anima centrale, il sedano e le carote.
- Inserire tutto nel boccale e tritare per 6 secondi a velocità 6. Portare il trito verso le lame con la spatola.
- Versare l’olio extravergine d’oliva e lasciare insaporire per 3 minuti, temperatura Varoma, velocità 1, senza misurino.
- Unire la polpa di pomodoro, le melanzane tagliate a cubetti e l’acqua, poi salare e cuocere per 25 minuti, temperatura Varoma, antiorario, velocità 1.
- Profumare con il basilico e mescolare per 20 secondi, antiorario, velocità 1.
- A fine cottura, il ragù è pronto per essere unito alla pasta calda, meglio se scolata al dente e mescolata con poca acqua di cottura. Può diventare anche una base saporita per crostoni o piccoli antipasti. Lasciarlo raffreddare del tutto prima di riporlo in frigorifero, ben chiuso.
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I ragù vegetali nella tradizione italiana
Il ragù di verdure non è un’invenzione moderna nata con il vegetarianismo, come si potrebbe pensare. È un piatto antico, radicato nella cucina povera italiana, dove la carne era un lusso e le massaie inventavano sughi sostanziosi usando quello che l’orto offriva. I ragù “finti” – senza carne, ma con la stessa funzione di condimento ricco per la pasta – hanno una lunga storia soprattutto al Sud.
Le melanzane, verdura abbondante ed economica dell’estate meridionale, cotte a lungo con il pomodoro danno un sugo denso e saporito. La loro polpa, ammorbidendosi, assume una consistenza che ricorda quella della carne, e il sapore ricco del pomodoro cotto a lungo completa l’illusione. In molte case del Sud, il ragù di melanzane era il condimento della domenica quando la carne non c’era, o semplicemente un modo di variare.
Ma le melanzane non sono le uniche protagoniste dei ragù vegetali. Il ragù di funghi è un altro classico, dove i funghi (freschi o secchi) danno quella nota “carnosa” e umami che rende il sugo ricco e profondo. Il ragù di verdure miste, con carote, sedano, zucchine, peperoni tritati e cotti a lungo, è un condimento colorato e sostanzioso. Il ragù di lenticchie, dove i legumi danno proteine e consistenza, è la versione più “moderna” ma anch’essa radicata nella tradizione povera. E ci sono ragù di castagne, di ceci, di ortaggi vari, ognuno legato a una tradizione regionale.






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