Fuori fa buio presto, il divano chiama e le mani cercano qualcosa di caldo da stringere. Per queste sere d’autunno c’è una bevanda che profuma di frutta e di prato, ben lontana dalla solita bustina. La dose è pensata per due tazze, da condividere o da tenere tutte per sé. Una ricetta provata dopo averla vista sui social.
Infuso di mela, camomilla, limone e menta con il Bimby
Ingredienti:
Cosa ci occorre per l’infuso di mela, camomilla e menta con il Bimby
- 500 g acqua
- ½ mela con la buccia circa 80-100 g
- ½ limone succo e scorza
- 10 g fiori di camomilla essiccati per uso alimentare
- 4 foglie di menta fresca
Istruzioni:
Come preparare l’infuso di mela, camomilla e menta con il Bimby
- Scegliere una mela dalla buccia integra, preferibilmente di una varietà dolce e aromatica. Lavarla accuratamente sotto acqua corrente, asciugarla e dividerla a metà. Conservare la porzione non utilizzata per un’altra preparazione.
- Dalla metà destinata all’infuso eliminare il torsolo e i semi, mantenendo invece la buccia. Ridurre la polpa in piccoli pezzi, in modo da facilitare la lavorazione nel Bimby.
- Lavare anche il limone e prelevare la scorza dalla metà prevista, utilizzando un pelapatate oppure un coltellino affilato. Recuperare soltanto la parte gialla, evitando quella bianca, che potrebbe rendere la bevanda amara.
- Spremere successivamente il mezzo limone e filtrare il succo per eliminare eventuali semi. Tenere il liquido separato dalla scorza.
- Sciacquare brevemente le foglie di menta e tamponarle con carta da cucina. Verificare inoltre che i fiori di camomilla siano adatti alla preparazione di infusi alimentari.
- Introdurre nel boccale del Bimby la mela tagliata, la scorza di limone e le foglie di menta. Impostare 15 secondi a velocità 7.
- Con la spatola recuperare gli ingredienti rimasti lungo le pareti e riportarli verso il fondo.
- Aggiungere i 500 g acqua e il succo di limone precedentemente filtrato. Chiudere il boccale e avviare il Bimby per 10 minuti a 100°C, velocità 2.
- Al termine, attendere qualche istante prima di aprire il coperchio, prestando attenzione al vapore caldo.
- Aggiungere i fiori di camomilla direttamente nel boccale e immergerli nel liquido con la spatola. Non occorre azionare nuovamente le lame.
- Lasciare riposare per circa 10 minuti, mantenendo il boccale coperto.
- Preparare nel frattempo un colino a maglie fitte.
- Trascorso il tempo, filtrare la bevanda raccogliendola in una caraffa resistente al calore. Se necessario, ripetere il filtraggio per ottenere un liquido più limpido.
- Suddividere l’infuso nelle due tazze e servirlo ancora caldo, lasciandolo intiepidire leggermente prima di berlo.
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Camomilla, la piccola mela di terra: storia e segreti di un fiore
Per scoprire perché camomilla e mela stanno così bene insieme basta guardare l’origine del nome. Camomilla deriva dal greco chamaimēlon, che significa più o meno mela di terra. I Greci avevano notato che quei piccoli fiori bianchi e gialli, bassi e diffusi nei prati, sprigionavano un profumo che ricordava quello delle mele.
Con il nome camomilla si indicano soprattutto due piante. La più diffusa è la camomilla comune, o Matricaria chamomilla, quella dei campi e delle tisane di tutti i giorni. Ha il cuore giallo e convesso e i petali bianchi che si piegano all’indietro quando il fiore è maturo. Esiste poi la camomilla romana, dal sapore più amaro e dal profumo più intenso, usata soprattutto in erboristeria e nella preparazione di alcuni liquori.
È una delle piante officinali più antiche che conosciamo. Era già apprezzata da Egizi, Greci e Romani, e nella tradizione popolare europea è stata per secoli il rimedio domestico per eccellenza: per calmare, per digerire, per aiutare a prendere sonno. Tra le sostanze che contiene c’è un flavonoide, l’apigenina, che alcuni studi hanno associato a un lieve effetto rilassante.
I fiori non vanno bolliti a lungo, perché un’ebollizione prolungata li renderebbe amari. Meglio aggiungerli all’acqua appena tolta dal fuoco, come prevede la ricetta, e lasciarli in infusione per una decina di minuti, coperti, così gli aromi più delicati non si disperdono con il vapore. Un’infusione troppo lunga, al contrario, estrae le componenti più amare. Poi si filtra con un colino a maglie fitte, premendo leggermente i fiori per raccogliere tutto il liquido.
Una piccola avvertenza: la camomilla appartiene alla stessa famiglia di margherite, crisantemi e ambrosia, e chi è allergico a queste piante può reagire anche alla camomilla. In gravidanza o in caso di terapie farmacologiche, come per qualsiasi preparato a base di erbe, è sempre meglio chiedere un parere al medico.






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