Dorati, gonfi e caldi, da aprire a metà e farcire con una fetta di salume: gli sgabei sono tentazione a cui vi sfidiamo a dire di “no”. Questa ricetta, fatta con il Bimby e vista online, è facilissimo: da cotti, si servono subito, ancora caldi, insieme a salumi, formaggi e salse.
Sgabei con il Bimby
Ingredienti:
Cosa ci occorre per gli sgabei con il Bimby
- 400 g farina Manitoba
- 300 g acqua
- 200 g semola rimacinata di grano duro
- 60 g olio extravergine d’oliva
- 15 g zucchero
- 15 g sale
- 10 g lievito di birra fresco
- Olio di semi per friggere q.b.
Istruzioni:
Come preparare gli sgabei con il Bimby
- Versare nel boccale del Bimby l’acqua, lo zucchero e il lievito di birra fresco precedentemente sbriciolato. Impostare 3 minuti a 37°C, velocità 3, per sciogliere il lievito nel liquido.
- Incorporare la farina Manitoba e la semola rimacinata, aggiungendo anche l’olio extravergine d’oliva e il sale. Lavorare per 4 minuti in modalità Spiga, fino a ottenere una pasta elastica e ben amalgamata.
- Trasferire l’impasto in un recipiente capiente e raccoglierlo in un panetto. Coprire con pellicola alimentare e sistemare nel forno spento, con la sola luce accesa, lasciando lievitare per 2 ore.
Dopo il tempo di riposo…
- Solo dopo che la pasta avrà raddoppiato il proprio volume, rovesciarla delicatamente su un piano leggermente infarinato. Allargarla prima con le mani e successivamente con il mattarello, fino a ottenere un rettangolo spesso circa 1 cm.
- Dividere il rettangolo in due parti e, con una rotella tagliapasta, ricavare da ciascuna delle strisce larghe circa 2 cm. Sistemarle distanziate sul piano di lavoro, evitando di sovrapporle.
- Coprire i pezzi con un canovaccio pulito e lasciarli riposare per altri 30 minuti, in modo che l’impasto riprenda volume dopo il taglio.
Come friggerli
- Scaldare abbondante olio di semi in una padella profonda. Quando avrà raggiunto una temperatura indicativa di 170-175°C, immergere pochi sgabei alla volta e lasciarli friggere, girandoli durante la cottura, fino a quando saranno gonfi e dorati su entrambi i lati.
- Scolarli con una schiumarola e trasferirli su carta assorbente, eliminando l’olio in eccesso.
- Servire gli sgabei ancora caldi, accompagnandoli con salumi, formaggi oppure salse a piacere.
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Sgabei: il pane fritto della Lunigiana nato dagli avanzi del forno
Tra Liguria e Toscana c’è una terra di castelli, borghi in pietra e cucina contadina: la Lunigiana. Gli sgabei sono tipici della Val di Magra, in questa zona di confine divisa tra la provincia di Massa Carrara e quella della Spezia. In alcune località li chiamano anche panzanelle, ma la sostanza non cambia: sono strisce di pasta lievitata che, fritte, diventano dorate e fragranti.
Come tante ricette di questa zona, gli sgabei hanno un’origine popolare. Nascevano dal riutilizzo dell’impasto avanzato dopo aver fatto il pane: quello che restava veniva arricchito con un pizzico di farina gialla, che lo rendeva più croccante, e fritto nello strutto, per renderlo più nutriente.
La forma degli sgabei non è sempre uguale: di solito sono allungati, e possono misurare anche tra i quindici e i trenta centimetri. Sono stati per decenni il cibo delle sagre e delle feste di paese.
Il loro segreto? Come molti impasti, la seconda lievitazione: in frittura gli sgabei si gonfiano formando una sacca d’aria al loro interno, perfetta da farcire. L’olio deve essere ben caldo, intorno ai 170-175 gradi: se è troppo freddo, gli sgabei assorbono olio e diventano pesanti, se è troppo caldo si scuriscono fuori restando crudi dentro.
La tradizione vuole che si servano caldi con un tagliere di salumi e formaggi toscani, come finocchiona, pecorino, prosciutto e lardo di Colonnata. Si possono anche tagliare a metà e farcire. Stanno benissimo con lo stracchino, con la mortadella o con un velo di pesto. E non mancano le versioni golose: in molti locali si trovano anche sgabei dolci, farciti con crema di nocciole o di pistacchio.






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